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 rendiconto 5 x mille

Rendicontazione 5 x mille

Si ricorda che le associazioni e gli altri enti non profit che nel 2020 si sono visti erogare sul proprio conto corrente le somme relative alle annualità finanziarie 2018 e 2019 del 5 x mille, hanno l'obbligo di rendiconto.

Con la nota n. 3142 del 4 marzo 2021 il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha fornito alcuni chiarimenti in relazione alla rendicontazione di tali somme, stabilendo inoltre la possibilità per gli enti di accantonarle e di poterle spendere nell’annualità successiva.

La nota ministeriale citata ribadisce anzitutto l’obbligo per tutti gli enti che hanno ricevuto il contributo di redigere, entro 12 mesi dalla data di percezione, il rendiconto e la relazione illustrativa; solo gli enti che hanno percepito un contributo pari o superiore a 20.000 euro hanno l’ulteriore obbligo di trasmetterli all’amministrazione di riferimento (che per gli “enti del volontariato” è il Ministero del Lavoro) entro 30 giorni dalla data ultima prevista per la redazione del rendiconto.

Sul sito del Ministero del Lavoro è possibile reperire informazioni generali in merito alla rendicontazione del 5 per mille, oltre che la relativa modulistica.

Va subito chiarito come, anche se la rendicontazione di quest’anno riguarda due annualità di 5 per mille (erogati entrambi nel 2020), non sarà possibile redigere un unico rendiconto e un’unica relazione illustrativa ma sarà necessario predisporre due rendiconti (e relative relazioni illustrative) separati, uno per il 5 per mille 2018 e uno per il 5 per mille 2019. L’obbligo normativo di trattare in modo distinto e separato le due annualità determina che anche l’eventuale superamento della soglia dei 20.000 euro va valutata in relazione al singolo 5 per mille.

Precisazione importante fornita dalla nota ministeriale è quella per cui il riferimento normativo in tema di rendicontazione dei 5 per mille 2018 e 2019 è rappresentato ancora dal dpcm del 23 aprile 2010 e non dal nuovo dpcm del 23 luglio 2020: da ciò sembra potersi ricavare che non trovano applicazione gli ulteriori obblighi previsti da quest’ultimo, tra cui in particolare quello di pubblicare sul sito web dell’ente gli importi percepiti.

La nota ministeriale ha inoltre confermato la possibilità di accantonare le somme relative ai 5 per mille 2018 e 2019 che risultino ancora da spendere alla data di redazione del rendiconto.

Il Ministero, accogliendo la richiesta del Forum Nazionale del Terzo Settore, ha infatti riconosciuto che le limitazioni contenute nei diversi dpcm per far fronte all’emergenza pandemica hanno di fatto reso impossibile l’esercizio, in tutto o in parte, delle attività istituzionali degli enti, e quindi del relativo impiego delle risorse del 5 per mille (qui la notizia completa).

 

I termini di rendicontazione del 5 per mille 2018

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Nella tabella sottostante sono riepilogati i termini per la rendicontazione dell’eventuale accantonamento del 5 per mille 2018.

Come detto in precedenza, qualora gli enti abbiano necessità di accantonare le somme dovranno comunque spenderle entro 24 mesi dalla data di percezione del contributo, e nello stesso termine dovranno redigere il relativo rendiconto e la relazione illustrativa; all’invio della documentazione saranno invece soggetti solo gli enti che hanno ricevuto una somma pari o superiore a 20.000 euro.

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I termini di rendicontazione del 5 per mille 2019

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Infine, nella tabella che segue sono riepilogati i termini per la rendicontazione dell’eventuale accantonamento del 5 per mille 2019.

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Fonte: Cantiere Terzo Settore

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